Lega Pro - Il Barletta sbanca il San Filippo con una doppietta al Messina

11.01.2015 17:04

Messina-Barletta 0-2
Marcatori:
29’ st Fall, 31’ st Venitucci.
Messina: Iuliano, Cane, Donnarumma, Izzillo (81' Bonanno), De Bode, Stefani, Orlando, Damonte, Corona (59' Pepe), Ciciretti, Mancini (70' Bucolo). All.: Grassadonia.
Barletta: Liverani, Meola, Cortellini, Regno, Stendardo, Radi (83' Zammuto), Venitucci, Legras, Danti (79' Branzani), Quadri, Fall. All.: Sesia.
Arbitro: Mancini di Fermo.
Note: ammoniti Mancini, Meola, De Bode. Recupero 2’ pt e 5’ st.
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Il Barletta sbanca il “San Filippo” e per il Messina è l’ennesima figuraccia, che tiene la squadra di Grassadonia sempre più ancorata nella zona bassa della classifica. Ci si attendeva qualcosa di più da una compagine, che sulla carta era stata in parte potenziata, contro un’avversaria che certamente non era un vero fulmine di guerra. Invece i giallorossi peloritani hanno evidenziato le solite pecche, riuscendo alla fine a perdere una gara per colpa di due incertezze nelle retrovie. Ma non hanno fatto nulla di trascendentale nemmeno gli altri reparti, dove i vari Izzillo, Ciciretti, Orlando, Mancini hanno effettuato molto movimento, ma non sono riusciti a “mordere” contro una difesa più attenta di quella locale. Basti pensare che nel primo tempo gli ospiti hanno fatto registrare a loro favore tre corner a zero e che il portiere del Barletta non ha mai fatto un intervento, perché i giallorossi di Grassadonia si sono limitati a correre a centrocampo e a fare i giocolieri senza riuscire mai ad affondare i colpi.  Il primo vero tiro in porta del Messina s’è registrato dopo otto minuti della ripresa con Ciciretti che impegna Liverani e poi dopo altri otto minuti con Damonte di testa. Niente altro nello specchio della porta (a parte il gol annullato per fuorigioco) e , francamente è troppo poco per una squadra che gioca in casa, deve lottare per salvarsi e dovrebbe addirittura “spianare” l’avversaria nel tentativo di rimontare lo svantaggio. E, invece, il Messina è questo: speriamo soltanto che nell’immediato futuro possa accadere qualcosa che imprima una svolta al campionato sin qui quasi scadente di questa squadra.
Al 4' tentativo di Orlando che non trova la porta, poi su un cross al centro per Corona, Re Giorgio non ci arriva. Lungo e sterile possesso palla del Barletta, il Messina recupera e al 13' ci prova Izzillo dalla lunghissima distanza, con palla fuori. Al 16' grande uscita di Iuliano che chiude lo specchio della porta a Danti. Mancini, nuovo arrivato in casa peloritana, al 26’ è il primo ammonito dell'incontro. È il Messina che fa la partita, ma il Barletta non concede varchi. Al 34' azione convulsa nell'area ospite, nessun tiro in porta. Al 38' ancora un miracolo di Iuliano sulla conclusione in corsa di Danti. Al 40' si salva ancora il Messina, Venitucci sbaglia lo stop in piena area, poi al 45' tiro-cross velenoso dello stesso Venitucci, blocca Iuliano. Al 46’ tentativo di controbalzo da dimenticare di Damonte dalla distanza poi Iuliano sbaglia l'uscita e rischia grosso, ma la palla esce e finisce il primo tempo sullo 0-0.
Azione insistita di Ciciretti al 47’ che guadagna solo un corner. Sull’altro fronte decisivo al 51’ Cane in diagonale sull'inserimento di Danti. Al 54' conclusione di Ciciretti dalla distanza, blocca a terra Liverani. Continuano a non esserci varchi per il Messina, poi al 67' Fall reclama per un fallo di mano in area messinese, un minuto dopo tentativo di Menicucci, bloccato da Iuliano.
Al 74' Barletta in vantaggio: Fall trova la deviazione sotto misura e batte Iuliano; poco meno di due minuti dopo raddoppio della squadra ospite con Venitucci, che sfrutta un rimpallo e centra il bersaglio. Grassadonia le prova tutte con un altro cambio: Bonanno per Izzillo ma non accade nulla tranne il gol annullato al Messina (83’) per fuorigioco di Stefani. L'uno-due del Barletta ha sicuramente tramortito il Messina, che pasticcia anche dietro e corre ancora qualche rischio. Poi il Barletta può esultare per il prolungamento della sua serie positiva. Per il Messina ancora non è morta la speranza di tempi migliori.

                                                                                                                                                            Luigi Andò